wordpress visitors

ad Anna Spagnuolo

Di tutti quelli persi, messi in lista,
ancora un altro appuntamento c’era,
fissato per ottobre, accanto a un fuoco,
segnato tra le foglie, sotto il gelo
dei castagni, in una mente salda
confidando, volato via nel cielo,

di ceneri e faville fatto gioco.
Però d’agosto, passata la bufera,
si svelle dall’oblianza d’un’agenda,
ché d’essere ascoltato ancora spera.
Il canto che perdemmo quella sera
la memoria dissipata riconquista.


wordpress visitors

In fondo mai l’avremmo fatta insieme
la pista che traguarda la penisola,
partendo dalla piazza a Bomerano
fino ai gradini bianchi di Nocelle,
la scarpinata al sole a Positano.
Sicché, fu solamente un sopralluogo,
uno degli anni di Castellammare,
per l’escursione nel corso d’un’estate,

messa in lista tra quelle da rubare,
una licenza delle nostre concordate,
di cui farti gustare il resoconto
scorrendone le foto ad una ad una.
Magari col compagno di tanti anni,
che ciò che si può solo ormai sognare
nella nenia del rimpianto ben l’intenda,
lo sappia nel ricordo indovinare.


wordpress visitors
Tabula rasa, il gelo senza un’orma
giace all’inverno torpido dei crochi,
all'ingiuria dei passi stesi inermi,
in un cristallo limpido appuntati.
Tenera coltre, languido trastullo,
ancora dolce m’abbaglia il tuo candore,
che sottoterra abbevera le tane,

14-gennaio-1979

dell’acqua l’ineffabile sapore,
disciolto nella vita stilla a stilla!
Poi nulla o poco, al dunque, mi rimane,
di giovinezza infuso, antico ardore,
o neve di piantaggini montane,
lieve alla terra, grave per il cuore,
cui già si placa la sete dell’argilla.

wordpress visitors

Da questa vetta, che non hai violato,
– dicevi: “per le capre è fatta l’erta” –
alle incombenze intenta d’ogni giorno
col cannocchiale spesso t’ho cercato,
un modo come un altro per amarti.
E quando, ormai di rado, ci ritorno,

dal-molare-fine-anni-70

è come arrampicarsi per cercarti,
lontana come fosti, ma vicina,
come contratta l’azzurra lontananza,
e rinnovare il gioco di chiamarti.
Vicina come appari, eppur lontana,
come se non contasse la distanza!


wordpress visitors

In guardia, contieni l’esultanza,
lo scheletro d’un pino è di traverso!
Oltre, il sentiero affonda nella gola,
nel mare della nebbia il fondo è perso.

an unforgettable day

Qui l’emozione t’affiora nella gola.
Qui s’entra nel ricordo, viepiù nel verso
oltr’ogni norma mantieni temperanza.


wordpress visitors

Infine qui la nostra mente
indugia, tentata dalla sfida,
oltre l’inizio che non conosce
fine, nell’invito dell’abisso,
nell’aria che si fende al falco,
al volo del suo grido. Così

Conocchia

ti dissi un dì, su questa pista
che s’allunga all’infinito, dove
s’arresta l’umana conoscenza,
dove il sentiero sconfina
nell’ignoto, e adesso porta
a te, che in esso sei perduta.


wordpress visitors

Quell’angolo d’azzurro il sole fruga,
dove guardasti il cielo nel tramonto,
del turbamento tuo l’istante dissipato,è tramontato

ed a chi ancora scruta quell’incanto,
l’attimo sfuggito, il chiodo ribadito,
il cruccio che l’incendia non si fuga.


wordpress visitors

Ricordi che mi attrasse l’impervietà
che striscia nel sangue dei corbezzoli,
la serpe che si spinge bulinata dalle capre,
dove con me di rado amasti inerpicarti?
Talvolta è lì che vado, quando sussulta
e preme l’adolescenza che non cede,

Cyclamen repandum a Capo d'acqua

la giovinezza consumata nel cercarti.
Ho luoghi più di te per incontrarti,
giacigli nelle mappe dei satelliti,
scordati nella ruggine dei boschi,
dove non fosti incline ad addentrarti.


wordpress visitors

“È la tua festa”, usavo canzonarti,
però l’aspettazione mia si sgrana
nell’inquietudine d’ottobre, e tu
non più discenderai le scale,
fissando la memoria sugli affanni
d’ogni giorno, bersaglio in ogni senso
arreso alla grandezza della scienza,
che non sa la sola cosa che dovrebbe,
l’intoppo che non era nei programmi.

10699747_10204119546181503_2222406687037816996_o

È la tua festa, ma è inutile aspettarti
nei tocchi che cadenza la campana.
È inutile, è consuetudine il distacco.
Vorrei quel nostro segno indirizzarti,
la chiosa nostra al testo sacro della vita.
Vorrei, quasi che fossi tu lontana,
almeno, com’io distante un giorno fui,
e pure da lontano usavo canzonarti!


wordpress visitors

Brucia un fuoco a ponente. Spaesate
le volute di fumo. Vicino al torrente
si sente un levarsi di grida: stranieri
ritemprano l’anima. Un falò di pensieri
al confine del parco. Un calore di gente.

A Chevrére c’è clima di feste aspettate.
Natale, giornata solenne. Dieci secondi
di corsa. Fratelli, compagne, due figli.
Autoscatto. Capisce veloce anche un cane,
all’istante s’unisce al gioioso bivacco.