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Del movimento artistico letterario Immagine & Poesia vi ho già parlato nel 2015. Tra le sue attività, ogni anno, per iniziativa di Huguette Bertrand, rappresentante del movimento per il Canada, viene pubblicata un’antologia in formato e-book, che raccoglie immagini associate a poesie in inglese o francese di autori di tutto il mondo. Come per gli anni precedenti, anche gli e-book 2016 e 2017 sono scaricabili gratuitamente da Immagine & Poesia (e-book 2016 ed e-book 2017). È degno di nota che in entrambi gli e-book sono presenti opere di Lawrence Ferlinghetti e di Agneta Falk, quest’ultima moglie, tra l’altro, di Jack Hirschman, un’altra grande voce della poesia americana contemporanea.

Per quanto riguarda i miei contributi, essi consistono in April (2016) e (Palin)genesis (2017), che sono le versioni inglesi di Aprile e (Palin)genesi, rispettivamente. L’immagine dell’anno scorso è una rielaborazione grafica de La Naissance de Vénus [La nascita di Venere], di Alexandre Cabanel, ed è opera di Paolo Maria Innocenzi. Quest’anno, invece, mi sono cimentato in una rielaborazione personale della Space Venus, una scultura di Salvador Dalì, che ebbi modo di fotografare qualche anno fa a Sorrento. Che ve ne pare? Qui di seguito potrete vedere le pagine che mi riguardano, estratte dai due e-book.

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Il 12 novembre scorso, promossa dall’Associazione Achille Basile – Le Ali della Lettura, di cui è presidente Carmen Matarazzo, si è tenuta, presso il Circolo Nautico Stabia di Castellammare di Stabia, la prima delle iniziative letterarie dello Stabia Teatro Festival 2015, che è consistita in una conferenza su “L’utilità dell’inutile”. Ho pensato di introdurla elencando alcuni episodi salienti della mia vita, perché da questi ho appreso quanto possano essere distanti dall'”utile”, nella sua accezione corrente, i campi dello scibile, ai quali ho avuto modo di accostarmi, a cominciare dagli studi classici, passando per gli studi di chimica e riapprodando, infine, alla poesia. Nel seguito, ci sono stati gli interventi di Matteo Palumbo ed Enza Silvestrini, i quali si sono entrambi soffermati in modo particolare sull’utilità della poesia. Enza ha proposto interessanti squarci sul pensiero di Paul Valéry, sottolineando il valore della poesia come strumento per fissare le emozioni ed anche, attraverso la sua esperienza nel P.E.N. Club, di cui è responsabile per la regione Campania, come mezzo di espressione del libero pensiero. Dal suo canto, Matteo, soffermandosi sulla poetica di Italo Svevo, ha sottolineato come solo l'”inetto” possa, attraverso la letteratura, ridar valore all’esistenza e recuperarne i momenti significativi. Mediante alcuni esempi tratti dall’opera di Leopardi, egli ha anche evidenziato come le parole in poesia siano collegate da schemi che non ricorrono in prosa. A conclusione della serata, ho proposto una lettura di una poesia di Richard Feynman, geniale fisico statunitense, premio Nobel nel 1965, capace di incursioni significative in campo letterario. Ve ne propongo l’originale e, di seguito, l’adattamento in lingua italiana, che ho realizzato per l’occasione. Infine, chi fosse interessato all’intera conferenza può visionarne il filmato su You Tube.

Carmen Matarazzo Matteo Palumbo


There are the rushing waves
mountains of molecules
each stupidly minding its own business
trillions apart
yet forming white surf in unison.
Ages on ages
before any eyes could see
year after year
thunderously pounding the shore as now.
For whom, for what?
On a dead planet
with no life to entertain.
Never at rest
tortured by energy
wasted prodigiously by the Sun
poured into space.
A mite makes the sea roar.
Deep in the sea
all molecules repeat
the patterns of one another
till complex new ones are formed.
They make others like themselves
and a new dance starts.
Growing in size and complexity
living things
masses of atoms
DNA, protein
dancing a pattern ever more intricate.
Out of the cradle
onto dry land
here it is
standing:
atoms with consciousness;
matter with curiosity.
Stands at the sea,
wonders at wondering: I
a universe of atoms
an atom in the Universe.

Enza Silvestrini Raffaele Ragone



Onde s’infrangono
ammassi di molecole
e ognuna pensa da idiota alle proprie faccende
miliardi di miliardi distanti
eppure plasmando all’unisono candida spuma.
Millenni su millenni
prima che un occhio potesse guardarle
anno dopo anno
facendo fragore come ora tempestando la riva.
Per chi, per cosa?
Su un pianeta morto
che non ha alcuna vita.
Non riposano mai
tartassate dall’energia
dal prodigio dilapidato dal sole
travasato nello spazio.
Un’elemosina fa mugghiare il mare.
Nell’azzurro profondo
tutte le molecole ripetono
l’una dell’altra gli schemi
finché complessi se ne formano di nuovi.
Rendono le altre uguali a se stesse
e ricomincia la danza.
Crescendo in dimensioni e complessità
le cose viventi
masse di atomi
DNA, proteine
danzano in geometrie ancora più intricate.
Fuori dalla culla
sulla terraferma
eccolo
in piedi:
atomi e coscienza
materia e curiosità.
Sta di fronte al mare,
stupore stupito: io
un universo di atomi
un atomo nell’Universo.


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Immagine & Poesia è il nome del movimento artistico letterario internazionale fondato nel 2007 all’Alfa Teatro di Torino sotto la presidenza di Aeronwy Thomas, figlia del poeta inglese Dylan Thomas. Soci fondatori furono: Aeronwy Thomas, scrittrice inglese; Gianpiero Actis, pittore; Silvana Gatti, pittrice; Sandrina Piras, poetessa; e Lidia Chiarelli, ideologa e coordinatrice del movimento. Nel 2009 è diventato socio onorario di Immagine & Poesia il poeta americano Lawrence Ferlinghetti. Huguette Bertrand, rappresentante del movimento per il Canada, quest’anno, come l’anno scorso, è stata curatrice di un’antologia in formato e-book, che raccoglie immagini associate a poesie in inglese o francese di autori di tutto il mondo. Gli e-book sono scaricabili gratuitamente da Immagine & Poesia (e-book 2014 ed e-book 2015), dove si possono anche leggere informazioni esaurienti sul movimento.

Nel 2014 sono stato presente nell’antologia con Prayer of the anniversary, versione inglese di Giaculatoria dell’anniversario, accompagnata da un’immagine dell’artista sud-coreano Jongo Park. Quest’anno, invece, ho avuto il piacere di coinvolgere l’artista partenopea Stefania Sabatino, che ha realizzato il dipinto Sulla riva per la versione inglese de Il mare che tu amasti. Di seguito potrete leggere le poesie e vedere le immagini ad esse associate. Infine, devo un ringraziamento pubblico a Lidia Chiarelli, che mi tiene sempre aggiornato sulle iniziative del movimento.

Immagine & Poesia  e-book 2014Immagine & Poesia e-book 2015


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A te non posso più nel viaggio
accompagnarmi, però ripartirò
con l’ombra al fianco, cercando
l’ora tarda, com’era d’abitudine
con te, quando s’intorpidisce
il giorno nell’acme del caldo.
Così ripartirò per l’illusione
del ritorno, dove lasciva terra
a un mare di cobalto Esperia
si congiunge, si tuffa nell’abisso
dell’assenza l’ultimo viaggio.

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You can’t see to me travelling
anymore, but I shall leave again,
and your shadow nearby,
waiting for a late hour, as usual
with you, when the day goes
sleeping in the stifling heat.
I shall leave again to the illusion
of the return, where lustful land
Hesperia embraces a sea
of cobalt, our last journey dives
into the abyss of your absence.


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Again it can only happen that in spring
I shall meet you as bud, and I don’t yet know
what foam you will be. You will come back
as essence of shell though, laying down
in the womb of a daughter, who already

ciclamini

talks to your heartbeat in silence.
And you, my lost love, already picked flower,
absent hug, who don’t care about arrival
and leave, you’re already throbbing
for your daring wish of bewitching me.


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It was night, and I was surprised
by winter’s surrender to the new spring.
The albedo of the moon on your skin’s
white. Your black hair tresses
of saffron. A wave of blades vibrating

Spring

in the breeze of the evening.
You were wrapped in the shawl of stars.
You disclosed me then so that soft
April blazes in the blanket of clods,
sprinkled with the scent of violets.


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Ciò che pubblico oggi nasce dalla necessità di montare un breve filmato da proiettare in occasione della manifestazione ‘Palabra en el mundo’, alla quale sono  stato invitato. I sottotitoli del filmato sono i versi di una

poesia, che ho pubblicato su questo blog poco meno di un paio di anni fa. Ad essi fa da colonna sonora Un chimico, che Fabrizio De André liberamente trasse dall’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. In verità, nella versione originale della poesia di Masters, che trascrivo di seguito, si fa riferimento a un farmacista.

Trainor, the Druggist

Only the chemist can tell, and not always the chemist,

What will result from compounding

Fluids or solids.

And who can tell

How men and women will interact

On each other, or what children will result?

There were Benjamin Pantier and his wife,

Good in themselves, but evil toward each other:

He oxygen, she hydrogen,

Their son, a devastating fire.

I Trainor, the druggist, a mixer of chemicals,

Killed while making an experiment,

Lived unwedded.

Riporto, inoltre, la versione inglese della mia poesia, il cui video potrete infine vedere con i sottotitoli in italiano.

A chemist

 What I am I am, and if that I am

it was because of a school-mate

and the wonders he told me as well,

it was because of a second-hand book

I was given by my dad, who went away

before I became what I am, now.

What I am I loved, and if that I am

it was because of Albion’s spell,

it was because of atomists’ madness,

which I learnt in my school desk,

and soon became what I loved,

and soon became what I am, now.

What I loved I am, and if I loved it,

it was because of molecules’ alchemy

arranged in unexplored shapes,

who loved me, whom I missed,

who started her trip

with the languor of my kiss.


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Before I remain alone, love, once again,
Before I leave Paris, and Paris leaves me,
We’ll walk for long to the Boulevard des Italiens,
Up to the regret that pervades Paris’ dreams,Boulevard des Italiens - Brasserie 'Le Cardinal'Along Montmartre, to the sweats of Grevin waxworks,
Where your dreams are running in my gray hair,
Where Paris’ illusions dissolve my dreams.
Before I kiss Paris, and you do not kiss me.


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Questa è la versione inglese di ‘Ulisse‘, scritta per semplificare la vita alla mia amica Joyce…

One day I was away, the unwise
mariner, the fondled Ulysses
wrapped up in the cold mists
of West, of ancient customs
engrossed in the extravagant
declining Summer. Even thoughof the craving Circe I suspected
infamous plots, it was not enough
to make me recover my wits, and
too long a time, finally, I remained.
Sweet flattery one day I wrote,
certainly vain, to deny irrational
distances, to fill up absences.


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Here to live out of rest we believe,
And stillness seems movement
From one end to the other, to the half,
To the half of the half, and endlessly
To another and yet another half.
Thus, dividing the whole to infinity,
The argument is made against motion,58524_1497281364594_6884020_nBut no journey is ever complete,
Except for the semi-ellipse of life.
As while pretending motion time goes by,
And within a paradox we are seesawing,
Eventually attracted to the same (p)-(h)-ole
Of the space and, perhaps, of the mind.

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