mitologia



wordpress visitors
Fosti spigliata e disinvolta a Pilo.
Velata in giacca a vento a malapena,
(colore verde, come la speranza,
che l'indossassi ancora s'era illusa),
le tue grazie le ostentasti generosa,
la meraviglia nuda messa in scena.
Altro che senza braccia e drappeggiata 
la distaccata Venere di Milo,
altro che in freddo marmo l'Afrodite!

donna-nuda-sulla-spaggia-de-chirico

Non c'è sbaglio, l’attestano le foto,
dove ti stagli scolpita nel tramonto,
ritratta nelle immagini sbiadite
d’un testimone attinto da fortuna.
Tu, callipigia diva delle spume,
non osannata in leggendario mito,
non celebrata neanche in un dipinto,
da chi baciasti solo venerata!
Annunci

wordpress visitors

D’orpelli la promessa fu mancante,
concorde un officiante dell’eterno,
discreto e sbrigativo celebrante,
già confidente del palpito paterno.
Un inno di colori alla sua vita
tu, madre, sola, reggevi tra le dita,
bersaglio d’una sorte non felice.
E lei, dell’esistenza mia l’attrice,
con me di libertà bramosa sposa,
di quante inani cure bisognosa
ancora ignara, la candida Euridice!

venafro-ottobre-73

Così si celebrava il nostro patto,
in pochi gesti, per niente ridondante.
E dopo che la festa fu finita,
– dolci, confetti, infine, lo spumante –
la notte già impiombava la salita.
Ci accomiatammo, quindi, su due ruote,
la nostra moto nascosta in un anfratto,
– la nostra giovinezza infine ardita,
irrispettosa, ribelle all’etichetta –
l’assillo di restare a mani vuote,
il dubbio che la vita andasse in fretta!


wordpress visitors

Discepoli improbabili d’Euterpe,
lo stilo di Calliòpe arnese inutile,
di Èrato il papiro fatto sterpe.
Accade che per leggere poesiucole
a un uditorio ansioso di strofette,

pablo-picasso-arlequin-tocando-la-guitarra-1918

la setta si riunisce in conventicole,
come in segrete tane di lucertole,
e palpiti mirabili promette.
E dietro lo specchietto per le allodole,
verso e poesia, aperte virgolette…


wordpress visitors

Mi dicono ch’è viva,
perché la canto spesso.
Però la vedo schiva,
alle carezze assente,
la lascia indifferente
l’intesa dell’amplesso.
Seppure resta diva,
lo scroscio di sorgente,

Orpheus - Chagall

non più la sento ardente,
mi fugge sulla riva,
che vide amore e sesso,
d’ogni calore è priva
nell’intimo me stesso.
Se non nella mia mente,
non credo che sia viva,
perciò la canto adesso.


wordpress visitors

Poi, le scogliere mosse di Koroni,
solarî di bagnanti generose,
di poche incantatrici emancipate,
villeggianti dal fisico procace
da Bouka beach agl’imi di Venétiko,
abitati da cernie ormai scaltrite,

Tritone e Nereide

dai gusci d’alabastro dei tritoni,
che il fondo trasparente non nascose.
E tu, movenze senza esitazioni,
esuberanza nuda d’Afrodite,
fusa d’argento in una lente audace,
incarnazione ardita dell’estate.


wordpress visitors

Ascolta, allor che s’alza sul crinale
il giorno e ad esso alludono barlumi
tra i cespugli, rompendo ai porcospini
il primo sonno, tu guarda il cratere,
a settentrione, indugia sulla fascia
della costa, la battima scandaglia,

the-boy

come se fosse l’orizzonte il litorale.
Indaga alle pendici, sotto i pini,
dove s’incarna tra ruderi e cimase
la Morgana. Lì votati alla scienza,
conforma al suo disegno l’esistenza.


wordpress visitors

Bada, quando guardi verso il mare,
torvo alle spalle tenendo il cratere,
se scorri l’orizzonte col pensiero,
c’è verde a meridione, che si mischia
a foschie, sopra una costa d’albatri

little-girl-in-blue-1918

e calcare. Passa oltre, non indulgere
alla brama, di scrutarne la Morgana
non tentare, ché infida vi s’intana
e il suo piano solerte vi architetta.
Col Fato il tuo destino vi progetta.


wordpress visitors

Non ragionammo mai del dopo. Forse,
com’è giusto, ci soggiogò l’eterno,
il finale non rientrava nella trama.
Ultimamente è chiara la cupezza
dell’arcano, s’è fatta costumanza,
reincarnata nell’assenza, la certezza

Matese

d’averti pure in questo fiume persa
nell’eterno, nel Lete dove fummo
di passaggio, che linfa di salvezza
ora ti disseta. Qui, sulla sponda
d’Eunoè, mi sporgo mai sfinito, corso
del ricordo che placa la secchezza.


wordpress visitors

C’è chi corre a Marzamemi,
troppa fretta, meno male,
non ha tempo per sostare,
per sbirciare dal groviglio
che s’affaccia sulla spiaggia
della strada provinciale,
dove danzano gli amanti,
dove s’amano nel mare.

Or che il viaggio s’interrompe
sotto il sole di controra,
c’è chi s’ama a Portopalo,
sulla sponda c’è chi danza,
c’è Dione col suo amante
dove schiumano le onde,
e s’abbracciano nel mare.


wordpress visitors

Aria non volli al culmine dell’erta,
chiesi la coltre, la pallida carezza,
il respiro della terra che vapora,
dove si fa vago il passo, la cura
d’ogni pena sta sospesa, e la coscienza
è nuda, attenta a ciò che vi si cela.
E se vi fui, perciò, disposto all’arditezza,
tu fosti, invece, incline alla prudenza,
non ti convinse ad essa la saldezza

fog

del mio braccio. E pur così fosti perduta,
l’intangibile Euridice, reale,
ma sfuggente, dissolta nella nebbia,
dove non cerco adesso che la coltre,
la pallida carezza, il tuo respiro
che vapora, or che svanisce in tenebra
il ricordo, or che si sfalda nell’oblio
l’inconsistente scialle del distacco.

« Pagina precedentePagina successiva »