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L’autunno arrossa i viali scrupoloso,
verso le piogge trepido li sprona,
sospese dagli affacci sul sereno.
E lesto l’equinozio s’allontana,
d’ottobre, nel cuore mio rinchiuso,
nel mese che mi fosti più vicina,

faito-2009

adagiata nel giorno che digrada,
quando porgevi intatto alla mia mano
il tuo rapito fremito terreno.
Ahi, come inarrivabile e lontana,
amore, tu mi stai, or che la strada
per l’inverno più gelida si spiana!