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Nei muri, chissà se resta memoria.
Tutti scomparsi, finestre deserte,
porte rinchiuse, il luogo in totale
altrove emigrato, finanche assente
chi seppe per primo che qualcosa
accadeva alla villa di Pollio Felice,
scendendo tra sassi alla rotta marina,
– nei sassi, chissà se resta memoria –
di cui fu Giovanna vogliosa regina,

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per cui la scienza fu scusa, dal niente
qualcosa, alchemicamente, in parte
eludente la legge che serba costante
ogni cosa, tornato in eterno nel niente.
Anche tu, come non ci fossi passata.
Un altro indizio è la strada che sale:
ben nota a chi visse l’accidente fatale,
sul lato destro è scritta la storia.