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Lasciato a manca il maggiore dei tre lati,
c’inoltrammo verso il fondo del cateto,
che s’acquietava in uno spiazzo giallo,
nel sentore del vino resinato,
poco oltre la locanda dell’agnello.
Noncurante tra gli sbuffi d’eucalitti,
il mare vagabondo delle estati.
Dimostrammo il teorema della spiaggia

Παραλία Ιρίων 1988

nella figura eletta di Pitagora,
tratteggiata nel sole di campagna,
da un architetto d’Iria non scordata.
Poi fummo pellegrini di Micene,
del Teatro, d’Argo e di Tirinto,
del tempio saccheggiato sopra Atene,
dei calamari arrosto di Corinto.