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Poi, le scogliere mosse di Koroni,
solarî di bagnanti generose,
di poche incantatrici emancipate,
villeggianti dal fisico procace
da Bouka beach agl’imi di Venétiko,
abitati da cernie ormai scaltrite,

Tritone e Nereide

dai gusci d’alabastro dei tritoni,
che il fondo trasparente non nascose.
E tu, movenze senza esitazioni,
esuberanza nuda d’Afrodite,
fusa d’argento in una lente audace,
incarnazione ardita dell’estate.