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Delle sue pene dopo avermi parlato,
la sorella che a me parve tua madre.
Venuto per l’ultima volta, il bell’uomo,
sempre più stanco di andare e venire.
La donna di casa, bersaglio d’affanni,
eppure serena, come fosse la norma.
Alticcio, errabondo, l’incantato pittore,
in lascito i quadri della sua gioventù.
Di tua cugina ammalata il marito,
di tua cognata il fratello maggiore.
Di quelli che sono mancati, a te tutti
noti, l’elenco, nel quale inserisco
la povera gatta, inquieta dal giorno
che non t’ha più vista. Inoltre, vi aggiungo:

together

tuo figlio, infine sposato, suo figlio,
e pure tua figlia da poco l’ha avuto.
Le ultime cose con te concordate:
una nuova cucina, uno specchio,
una tenda che abbasso d’estate.
Ho dato alla stampa le cose a te note
in parte, che t’ho dedicato in ritardo.
Infine ho ceduto la casa d’estate.
Gli amici d’un tempo m’hanno aspettato.
Altre storie minori sono pure accadute.
Questo è l’indice dei fatti notevoli,
breve, ma denso, tanto per fingere
scritto che tu abbia la voglia di scorrerlo.
Del mio cuore ti racconto in privato.