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Ancora un nuovo addio, un altro, insomma,
dei tanti rimandati ad altra data,
e questa volta al viaggio in ogni terra
addio, alle mappe, ai sogni replicati
sulle guide, che sfogliavo a cose fatte,
alle carte dell’ultima partita,
agli attrezzi da cucina, alle posate
americane, alle pentole, alle cene
tête-à-tête, ai libri di Aldo Busi,
in cui trovavi non so cosa, letti
al lume di candela, al caffè, nudi,
la mattina, agli inutili indumenti

Tagliacozzo 06

dell’estate, ai vestiti pronti all’uso,
accantonati nell’armadio della casa
itinerante, ormai vetusta e malandata.
E sbiadite, le vecchie ricevute:
il biglietto degli scavi, il computo
del pranzo di Gambarie, la locanda
sulla costa cilentana, ov’è il casale
dei parenti d’oltremare, ove temesti
il vento e la tempesta. E dunque, addio,
compagna di riposo e d’avventura,
consorte nel perenne divenire,
incompiuto, come fosse da venire.