wordpress visitors

NB: A SEGUITO DI UN ARTICOLO (CHE NON CITO PER NON DARE PUBBLICITÀ AD UN SOGGETTO A CACCIA DI CLICK), IN CUI SI FA RIFERIMENTO A QUESTO, MI SENTO IN DOVERE DI DIFENDERE, GRAMMATICA ALLA MANO, UN UTILIZZO CHE È STATO FATTO IN QUESTO ARTICOLO DI UN VERBO SERVILE: SONO INFATTI STATO ATTACCATO PER AVER UTILIZZATO UNA FORMA (A DIRE DEL COMMENTATORE) SCORRETTA. HO SCRITTO INFATTI “MI SONO INIZIATO A INTERESSARE ALLA DIDATTICA DELLE LINGUE CLASSICHE…”: BENE, UNA VOLTA PER TUTTE, QUESTA È LA COSIDDETTA REGOLA DELL’AUSILIARE DEL VERBO SERVILE (O SERVILE-FRASEOLOGICO) DAVANTI A VERBO RIFLESSIVO, PER LA QUALE SE IL VERBO RETTO DAL SERVILE (“INIZIARE A…” IN QUESTO CASO) È UN VERBO RIFLESSIVO, ALLORA IL PRONOME RIFLESSIVO SI PUÒ SPOSTARE DAVANTI AL VERBO SERVILE, IL CUI AUSILIARE PASSA AD ESSERE “ESSERE” E NON PIÙ “AVERE” (QUINDI DA “HO INIZIATO AD INTERESSARMI” A “MI SONO INIZIATO AD INTERESSARE”). PURTROPPO CERTI SEDICENTI LETTERATI CREDONO DI POTER PARLARE DI TUTTO, PECCANDO DI IPERCORRETTISMO. MI FA PIACERE COMUNQUE CHE QUESTO SIA L’UNICO PUNTO SU CUI SONO STATO, IN PRATICA, ATTACCATO.

verbi ausiliari servili fraseologici. mappe.scuola.com

Con questo laconico comunicato stampa, collocato a mo’ di postilla al fondo del suo articolo, un sapientone dell’humanitas liquida a suo modo la vicenda della quale vi ho in precedenza parlato (Lingue dei vivi e lingue dei morti. II). Per essere rimasto amareggiato dal tono sufficiente e derisorio con il quale è stato accolto un mio commento, poi censurato, e per avere espresso, in un moto di difesa, perplessità sull’uso quanto meno disinvolto della lingua italiana da parte dell’autore, vengo definito “soggetto a caccia di click”, ma dell’offesa poco importa a chi, come me, è abituato a considerare esclusivamente i fatti. Importa, invece, che l’autore ridefinisca la grammatica ad usum Delphini, confondendo verbi fraseologici e verbi servili e accomunandoli sotto un’unica regola per ciò che concerne l’uso dell’ausiliare davanti ad un verbo riflessivo. In nome di questo egli ritorna sul suo errore, rivendicandone la correttezza. Se tanto mi da tanto, senza considerare il fatto che nemmeno verbi che talune grammatiche annoverano tra i verbi servili (come, ad esempio, osare) seguono la regola enunciata dall’autore (si dirà, infatti, ho osato interessarmi, ma non mi sono osato interessare), devo dedurre che espressioni del tipo mi sono iniziato a interessare, mi sono continuato a interessare, mi sono smesso di interessare, mi sono cessato di interessare appartengano ad un italiano formalmente corretto e siano del tutto equivalenti a ho iniziato a interessarmi, ho continuato a interessarmi, ho smesso di interessarmi, ho cessato di interessarmi, e via dicendo. Nel sottolineare, in proposito, che, mentre nelle grammatiche viene definita una norma ad hoc per i verbi servili, altrettanto non viene fatto per i verbi fraseologici, dal che deduco che per questi ultimi l’ausiliare non debba che essere quello suggerito dal vocabolario, continuo a chiedermi se siffatte scempiaggini non possano essere annoverate tra i meriti del conclamato metodo Ørberg o natura per lo studio delle lingue, di cui il nostro articolista si proclama fautore. Di certo c’è che, ove si parli d’italiano, egli manifesta una spiccata propensione a farsi del male da solo. Infine, per chi volesse informazioni esaurienti, è d’obbligo consultare l’Enciclopedia Treccani alle voci verbi fraseologici e verbi servili. E ora, per quanto mi riguarda, considero davvero conclusa la vicenda. Da recenti aggiornamenti (settembre 2016) apprendo che al nostro umanista il tempo ha infine portato consiglio.