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Dei gravi l’innegabile influenza,
sancita nella legge d’attrazione,
dei fiori l’odorosa inconsistenza,
tripudio dell’umana percezione,
dei corpi l’illeggibile esistenza,
nei geni doppiamente avvolta.
Di tutto la fedele annotazione,
sfuggente, senza meta, fissata
attentamente nella radiazione
luminosa, immutabile illusione,

the-light-and-so-much-else-1931

impassibile alle beghe, alloggiate
in altra parte, dal campo attratte
spazio-temporale, dove s’estende
il nostro indugio, ancora attende
il tempo che l’usuri, l’occasione,
che la disfi nella fisica illazione,
salvata nella luce che s’incurva,
trasportata dal quanto d’un fotone.
Dove, forse, la sembianza si preserva
d’ogni corpo, ma senza la coscienza.