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L’estate quanto a lungo
sulle tue rive scorse,
quanti millenni molse
le tue sponde l’Eresia
incantatrice con l’ala
dei suoi carmi, ti pianse
quanto Alceo, orditore
di congiure? Dunque,
sei pure tu tra l’ombre
che ritornano, con il sale
dei litodomi inchiodati
Sappho_and_Alcaeusnegli scogli, con i nicchi
frastornati dal mareggio,
come folle di fuggiaschi,
che s’avvinghiano alla spiaggia,
come popoli migranti
rintronati dalle onde.
Lesbo, reminiscenza antica,
davvero scivola l’estate,
e ancora tu t’incanti,
al levarsi di quei carmi?