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L’estate ha fatto un volo, d’arrivi
e di partenze una marea travolta
dal viavai di cianfrusaglie gettate
in fondo al sacco, laconici cimeli
aggrappati nella mente, che assordano
il silenzio, da quando te n’andasti
assieme a Bertha, alcuni mesi dopo,

lasciando l’edificio in cartongesso,
le assi di legno di sequoia, le scale.
È stato un volo di persone care,
fissate nel congedo, che lasciasti
per ritrovare Bertha, e soffocasti
l’ansia dei miei passi lungo il viale.