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Voce di latta, il fiato in una scatola,
trasudato dalle fibre, condensato
nei sospiri di un rimbrotto: vivevi
attenta a quel trastullo, quando
distante troppe volte sono stato,
un filo pretendevi per il mondo,

the-promenade-1918

legato all’altro capo d’uno spago.
Non serve, adesso, per parlarti quel
tam-tam, che troppo poco ho amato,
non serve a dirti cosa accade questo
vetro all’interfaccia col mio mondo,
senza di te che cosa n’è restato.

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