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O luce persa, stella forestiera,
di quando in quando ancora
me lo chiedo il primo istante,
dell’universo, quando è nato.
Però dell’ultimo m’importa,
quando di te cenno distante
è stato un bacio, lo iato
tra l’universo nostro e il resto
che t’è rimasto sconosciuto.
Non scrivo più di scienza,

The Café Terrace on the Place du Forum, Arles, at Night - Vincent Van Gogh

di cui tu pure fosti l’accidente
non anticipato, scrivo di te,
o stella vespertina, ne scrivo
a questo mondo, del quale
resti l’astro dell’ignoto.
Così di te rimango amante,
il complice segreto, a cui
affidasti il primo istante
del firmamento che hai lasciato.

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