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Amore mio, la gioventù,
che fremito scoprirti,
invitarti un dì per caso
a prendere un caffè,
ben presto poi smarrirti,
quasi dimenticarti.
Amore mio, la gioventù,
che giubilo incontrarti
di nuovo tempo dopo,
conoscerti daccapo,
guardarti di nascosto,
non intuendo d’essere guardato.
Amore mio, la gioventù,
che brivido inseguirti,
averti come idea,

Scalone della Minerva

pretenderti, cercarti,
tentare di travolgerti
ed essere travolto.
Amore mio, la gioventù,
che palpito, amarti
che mareggio e, infine,
l’imprevisto di sognarti,
finanche essendo certo
di non essere sognato.
Amore mio, la gioventù,
che fulmine, che volo
di farfalla, che refolo
di vento averti accanto,
amarti, stordimento,
che non ritorna più.

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