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Di qui portava un varco nell’ignoto,
la scienza che riecheggia nella lava,
la sapienza che s’incava nel piperno.
La guida, certo, n’ebbe conto, ma
se ne finse ignara. Aveva il piglio
del padre, che conforto reca al figlio,
quand’oscuro s’intravede il suo futuro.
Poi, giunse il viatico, quindi fui perso.

Istituto chimico

Dopo m’attese il dardo già scoccato,
che sulla scena irrompe degli astanti
e segna al tempo il verso, scandendo
all’universo la durata. Le tue fattezze,
insomma, e manovrato da Cupido
un marchingegno, che contrassegna,
pare, il passo in questa vita dei mortali.
E noi ne fummo intento incontroverso.

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