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Dimmi se ancora lo rammenti,
fosco, disperso in mille lenti,
il mondo che scoprimmo spesso,
riparati sotto un tetto di fortuna.
Il cielo non aveva trasparenza,
il mare era fosco anch’esso,
e l’erba pure, fusa nel tutt’uno

on-this-side

d’un piombo senza aberrazioni.
E steso in venature un macramè,
un arabesco d’acqua occasionale
sul cristallo. Per tal ragione, adesso,
il mondo ancora fosco lo riguardi
da una dimora fissa di sfortuna?

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