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L’altro ieri c’è stata la commemorazione di don Gennaro Somma, amico prete della gioventù, alla quale non ho potuto intervenire, perché sono a Parigi da mia figlia. Lo voglio ricordare perché nel 1970 si sobbarcò le spese di un mio viaggio ad Assisi, dove si tenne un convegno imperniato sui temi del marxismo e del cristianesimo. Mi è giunta qui notizia che, nel mezzo dell’amarcord, un amico comune, Tonino Di Martino, ha rammentato che nel ’71, nel corso delle iniziative giovanili che gravitavano intorno a don Gennarino, fu, insieme con me, il cassiere dell’allora quasi straordinaria cifra di 814.800 lire, raccolte per un’iniziativa benefica nel Madagascar. La sua testimonianza è completata dal libretto di deposito intestato a lui e a me. Da tale episodio trae le mosse il componimento di quest’oggi.

Dunque, la storia imperitura, impressa
nelle cifre di risparmi al portatore.
La gioventù taciuta, di cui ritorna
il bronzo donde la costrinsi, per te,
che amabile pretesto il caso eresse
e poi pretese al suo rovello consegnata.
Sono distante, nell’uggia di Parigi,

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dove la festa intride la pioggia
di febbraio, dove m’affretta ancora
la diaspora dei figli. Per te, viepiù
distante, m’invento appuntamenti assurdi
presso l’Église de la Sainte-Trinité.
Ma è solamente la vecchiezza, che
per il prezzo sconto d’un pessimo caffè.

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