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O sponda mia supposta, terra sincera,
di cui scavai le zolle avide d’umori,
che pagarono il pegno del seme celato
in frutto nel giardino primigenio, fiera
più non vai delle tue anche generose,
che cullarono il mare dei tuoi figli,

più non modella l’onda le tue movenze
misurate, di cui baciai le rive sinuose,
or che s’addentra ottobre nel sangue
dei castagni, or che all’ocra vogliosa
si concede la stagione delle brume!

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