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Qualche giorno fa, da Anna Di Cerbo, mio recente contatto di Facebook, vengo a sapere che Anna Maria, circa trent’anni or sono, voleva comprare da lei, che era insegnante di nostro figlio alle elementari, un dipinto che rappresenta uno scorcio del Lago di Tovel. Il lago, per la presenza sul fondo di un particolare tipo di alga, detta glenodinio (altri dettagli si possono leggere su http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Tovel), aveva la particolarita di mostrare le acque colorate di diverse sfumature di rosa, a seconda di come la luce del sole le illuminava nelle diverse ore del giorno.

In ricordo di Anna Maria, Anna di Cerbo ha pubblicato una foto del dipinto, il quale faceva parte di una mostra di pittura tenuta al Circolo Docenti di Castellammare di Stabia. Anna Maria se ne innamorò, ma non poté acquistarlo, perché era già stato promesso ad altri. L’intreccio, il tessuto della nostra vita quotidiana era fatto anche di queste piccole cose mai dette o, forse, dimenticate. È così che nasce la poesia di oggi.

ad A. Di Cerbo

Confusa è qui la tela adesso, reperto
d’altri giorni, premura un po’ riemersa
a caso dal tempo trapassato e incerto.
Io non ricordo più riflesso d’acqua tersa,
che rischiarò negli occhi tuoi sconcerto,
come l’acqua del cristallo ignoto aspersa
dal colore che fa la meraviglia della rosa.

Scopro sicché incompiuta questa parte
forse omessa della tua vita misteriosa,
ovvero messa in cianfrusaglie ad arte,
perché lo sguardo tuo s’affacci a caso,
per le passate volte, per gli sprecati istanti,
in cui mi persi l’ossidiana del tuo viso.