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Ciò che non accadde, non accadrà mai più,
giacché fu errata la previsione del fattibile,
più non ricorse la circostanza per sognare,
svuotata, miniera di promesse malattese.
Così le sciorinammo distese ad asciugare
presso gli aironi di Divarioù, lungo la costa
di Navarino, sapida di molluschi, munifica
d’arselle, in quell’estate del ’93, lasciate lì

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dal vecchio Nestore, signore della baia,
cento dracme pescate in fondo al mare.
Ciò che non si spese non spenderemo più,
giacché fu infranta l’attesa del possibile.
Del resto fu di carta l’occasione per sperare,
accantonata in un forziere, a fine mese,
incenerita, denaro senza corso da bruciare,
cento dracme, finite in fondo al mare.

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