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Quest’oggi sono a Napoli. Ci sono arrivato in Circumvesuviana, come al solito. Giornata calda, ma non particolarmente splendente, resa forse afosa dalla gran mole di persone che ci sono venute in occasione del Primo Maggio. Ho deciso di anticipare il mio arrivo alla fermata di Piazza Garibaldi, prima del terminale di Porta Nolana. Mi sono svegliato bene, stamani. Segno che sto riprendendomi da un periodo di spossatezza. All’uscita dalla stazione mi avvio lungo il lato destro della piazza, territorio abituale di bancarelle di extracomunitari, nonché di negozi di piccola elettronica. Mi muovo sempre con la mente vigile e lo sguardo attento lungo le strade di Napoli, per percepire ogni pur piccola anomalia che dovesse disturbare il monotono fluire della gente. Ecco, dopo un centinaio di metri c’è il solito banchetto delle tre carte, col suo nugolo di piccoli imbroglioni in attesa della preda da spennare. Ma la mia attenzione si concentra su alcuni ‘venditori’ ambulanti di telefonini e iPad. Hanno adocchiato un gruppetto di giovani stranieri, con i quali cercano di interloquire a più riprese. I giovani sembrano interessati, si fermano, biascicano qualche parola d’inglese, forse abboccano. Mi fermo a mia volta, attiro l’attenzione di uno di loro, gli dico “Don’t trust them” (non fidatevi) e proseguo come se niente fosse per la mia strada. Quasi subito, vengo strattonato alle spalle. Un paio di ‘venditori’ inveiscono contro di me, urlando che devo farmi i cazzi miei, che loro hanno capito, e giù con una sequela di sconcezze irriferibili. Non mi intimorisco. Reagisco. Potrebbero essere le avvisaglie di una scazzottata, ma lor signori, entrambi più bassi di me, forse guardinghi per via della mia altezza, si limitano all’intimidazione verbale. Alla fine riprendo la mia strada, ma ho come la sensazione di essere seguito. Sono, intanto, giunto sul lato della piazza opposto alla stazione. Mi guardo intorno, cerco di cambiar strada, attraversando all’inizio del Rettifilo. Tutto sembra tranquillo, ora. Proseguo in direzione dell’Università.

Rettifilo

Poco più avanti mi soffermo a guardare le vetrine. Anche qui c’è qualcosa che non va. Un altro banchetto delle tre carte. I suoi ‘gestori’ hanno accalappiato un paio di turisti, che alla fine sembrano pure contenti di essersi fatti fregare ‘un centino’. Decido di fare una foto, come se volessi inquadrare il corso. La faccio, ma senza portare la macchina al viso. Un giovane mi si avvicina e mi intima di non fare foto. Vuol vedere cosa ho fotografato. Non si vede un granché, tranne lui che mi viene incontro. Scambiamo qualche battuta. C’è un corteo scortato dai carabinieri che sta arrivando. Alla fine se ne va dai suoi compari, ingiungendomi di cancellare tutto, ma non aspetta che lo faccia. Intanto, mi rendo conto che forse me la sto andando a cercare e decido di ‘moderarmi’. Vorrei passar tranquillo il resto della giornata. Ripongo la fotocamera e riprendo il cammino. Riattraverso. Destinazione via Mezzocannone. Il mio ristorantino preferito è chiuso. Vuol dire che a ora di pranzo mangerò una pizza in via Tribunali.

Piazza San GaetanoNel pomeriggio mi avvio lungo via Roma alla volta di piazza Plebiscito, con l’intenzione di ‘intervistare’ qualche pattuglia di addetti al traffico. Sabato, infatti, dovrò recarmi a Mergellina per una premiazione, e voglio accertarmi di poterci arrivare in auto indenne da divieti. Ho letto sul sito del Comune di Napoli che in quella zona i divieti vigono dal lunedì al venerdì fino a ora di pranzo, ma non si sa mai… E infatti… Una pattuglia di polizia mi ragguaglia sulla situazione: sabato, per la partenza del Giro d’Italia, Mergellina sarà off limits. Proseguo verso la Galleria Principe Umberto, da dove intraprendo la strada del ritorno. A piazza Municipio, all’ingresso del palazzo Comunale, ci sono due vigli urbani. ‘Intervisto’ anche loro. Mi confermano che sabato tutta Mergellina sarà inaccessibile al traffico. Decido, infine, di ritornare. Mi avvio, seguendo a ritroso il Rettifilo, verso piazza Garibaldi. C’è calca in stazione. Prendo quasi al volo un treno che arriva, diretto al terminale di Porta Nolana, con l’intenzione di non fare il viaggio in piedi tra la folla. Anche qui una ressa vociante. Tutti in attesa degli annunci dei treni, che non partono. Aspetto in piedi, insofferente. Alla fine, dopo un’attesa di mezz’ora, il mio treno mi porta a casa. Stranamente, non trabocca di viaggiatori. Molti saranno andati via con altri mezzi, pur di non aspettare nell’incertezza che il treno potesse non partire. Napoli mi è sembrata al collasso, oggi. Io pure, quasi. Per sabato si prevedono catastrofi.

La GalleriaMaschio Angioino