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Fervore non avemmo per lapidi ed effigi,
ma più degli orpelli dell’umana ricordanza
noi venerammo, invece, i domestici sacrari,
dov’hanno requie sempiterna i nostri Mani.
E ancora adesso che soltanto nell’ossario
del ricordo risuona il tuo richiamo, controverse
Orgosolonon declino litanie e fiori pochi ne depongo
presso le spoglie della tua terrena essenza.
Sicché sovente a questa pietra io mi poso
e l’esistente guardo, donde ne indagasti
la compiuta prospettiva, e la sembianza
ancora ne disegni con rapita meraviglia.