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È il tempo giovanile che rinnova
il boccio al ciclamino, che stordito
nel giallore delle fresie si ritrova
l’algore dell’inverno, e si assopisce.
Così riprende il nostro viaggio ancora,

lago del Turano

verso il dovunque dove non sapemmo
d’essere già stati, allo stupore della terra,
nel timore degli steli, nei frutici e nei fiori
delle piante selvagge che crescemmo,
per l’abbraccio della nostra primavera.

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