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Un giorno fui, lontano, il navigante
malaccorto, il vezzeggiato Ulisse,
intabarrato nel freddo delle brume
occidentali, d’antiche costumanze
assorto al declinare stravagante
dell’estate. Che poi della vogliosaCirce subodorassi infami inganni
non valse a rinsavirmi, e troppo
lungo tempo infine mi trattenni.
Dolci lusinghe un giorno scrissi,
certo vane, a rinnegare distanze
irrazionali, a ricolmare assenze.

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