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Non fossi tu l’inganno che si cela
dentro l’eterno legno del tuo noce,
sopra quest’acque atroci i flutti
che non scrutammo potremmo navigare.
Non fossi tu l’illusione della rosa,
il rovo che ad ogni mano intrusa
vorrebbe senza spine avvilupparsi,
all’abbraccio del tuo rovo potrei,

useless

come non feci, abbandonarmi.
Se poi non fossi tu la silfide senz’ali,
né il palpito recluso senza sogni,
potrei sull’ali dei tuoi petali ubriacarmi
della perduta ebbrezza della vela.
Non fossi tu tutte le cose che io so,
non fossi tu l’ovvio disfarsi della tela,
né certo io della tua chiusa inesorabile.

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