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Il tuo non fu l’oppio che ai popoli
Offusca la ragione e li destina
A uno scontato paradiso. Per l’aldilà,
Scovasti, invece, il passatoio
Privilegiato, che s’apre a quelli
Che non sanno di messali e liturgie,
Ai dissidenti, ai quali ventura somma
È però data di discernere il sacro

il passatoio

Ed il profano. Tra tante strade fatte
Insieme, dopo tre anni, le tue fattezze
Ancora non confondo, ma spiarle
Ancora come un tempo non si può
Per conoscerne il segreto, e retaggio
Mi resta la cecità della ragione. Lo so
Che non ho strade maestre, e che ho
Perduto in te ad esse il passatoio.