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E dunque toccarono a me le rose recise,
Candide e severe, come la pietra di luna,
Il sangue che sgorga alle spine indecise,
Martoriate radici disperse dalla fortuna.
E tra le cose sospese restarono a me
Un ritratto di signora in rosso di fragaria
E un orologio senza sfere con i suoi grani
Delle memorie frammentate, col calendario388401_2592349220606_1526614974_nDel quarantotto e la bilancia del settantatré.
E un letto di foglie ferite lasciarono a me
Al murmure di steli avvolto al suono d’aria
Del ciaccolare d’acqua degli argenti montani,
Al pianto delle tortore, alle spume di saponaria,
E la collana di meraviglie, che serberò con me.
E il segreto delle serpi, che già muore con me.

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