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Qui fuor della quiete ci pensiamo
E pare la stasi movimento
Dall’un estremo all’altro, al mezzo
E alla metà del mezzo e indefinitamente
A un altro e un altro ancora mezzo.
Così, suddividendo l’intero all’infinito,
Si dibatte l’argomento contro il moto,
Ma mai tragitto si porta a compimento,
Tranne la semiellisse della vita.
Già che fingendo il moto il tempo fugge,
E dentro a un paradosso altaleniamo,
Fino a finire attratti ad uno stesso polo
Dello spazio e, forse, della mente.

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