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Buongiorno anche quest’oggi, Babilonia,
Del cielo mattutino stravolto monolito,
Torre superba dell’inutile e del niente,
Pianta saccente del fuggevole e del vano.
Terra delle glosse indecifrate, kalimèra!
E ti saluto, abisso immaginario dei pensieri,
Isola insondata dei bisogni elementari,
Spazio struggente dei sogni e dei frammenti,
Che della notte in gorgo s’avvitano sul gorgo,

monolito

Fino alla cala delle angosce esistenziali,
Spirale inesplicata dove dicono s’incontri,
Però d’appuntamenti spiaggia indefinita.
Kalispèra, e ciò che è stato è stato.
E nonostante tutto e sempre e in ogni dove
Kalispèra all’avventura persa d’un sorriso,
E pure alla partita con l’amore persa.
Per tutto è tardi, troppo, e buonanotte.

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