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Quello che sono io sono, e se lo sono
Fu grazie a un compagno di banco
E alle meraviglie che mi raccontò,
Fu grazie a un vecchio libro da banco
Che mio padre mi regalò, e se ne andò
Prima che diventassi ciò che sono.
Quello che sono io ho amato, e se lo sono
Fu grazie alla malia d’Albione,
Fu grazie alla pazzia degli atomisti,

chimici

Che appresi nei banchi di scuola,
E poi divenne ciò che ho amato,
E poi divenne ciò che sono.
Ciò che ho amato io sono, e se l’ho amato
Fu grazie all’alchimia delle molecole
Disposte in forme inesplorate,
Che poi mi ha amato, ed ho perduto,
E il viaggio ha incominciato
Con il languore di un mio bacio.

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