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Non si sono ancora spenti gli echi dell’arsenico nell’acqua potabile, di cui ho incidentalmente dato notizia qualche giorno fa, che subito la NASA rincara la dose con l’annuncio che sarebbe possibile una vita a base di arsenico. Gifh ne scrive esaurientemente nel suo blog. E mettiamo pure nel conto il fatto che diverse specie d’uccelli, oltre che gli scellerati microrganismi scoperti con i finanziamenti della NASA, hanno eletto a loro residenza il Mono Lake, che d’arsenico, appunto, abbonda. E consideriamo pure che una persona di 70 kg, per raggiungere livelli mortali di arsenico (dose minima letale = 70 milligrammi al giorno), dovrebbe bere almeno 7000 litri d’acqua potabile in un giorno, dato che, in quest’acqua, la massima quantità di arsenico consentita dalla legge è di 10 microgrammi per litro (un microgrammo è la millesima parte di un milligrammo). Dovremmo, per tali ragioni, tranquillizzarci, sperando che l’evoluzione faccia il suo corso, magari consentendo anche a noi di moltiplicarci indenni all’arsenico che potremmo bere in eccesso? Credo che nessuno si presterebbe volentieri a fare da cavia per un siffatto esperimento, visto che, tra l’altro, l’arsenico risulta anche essere cancerogeno. Come la mettiamo, allora, con l’acqua che beviamo?

Beh, una precauzione semplice da adottare, prima ancora di arrivare all’assunzione di farmaci adatti, ci sarebbe. L’aglio. Infatti, uno studio recente (Food and Chemical Toxicology, DOI: 10.1016/j.fct.2007.09.108) ci informa che l’aglio è in grado di ridurre di un buon 40% la quantità di arsenico nel fegato e nel sangue, incrementandone l’eliminazione attraverso le urine. Lo studio è stato condotto su topi trattati, prima, con dosi quotidiane di arsenico in quantità equivalenti a quelle rinvenute nelle acque superficiali del Bangladesh e del Bengala ed alimentati, successivamente, con estratto d’aglio. Al meccanismo di eliminazione sembrano essere preposte diverse sostanze a base di zolfo (principalmente l’alliina ed i suoi derivati, come l’allicina ed il disolfuro di diallile, fonte Wikipedia), presenti in abbondanza nell’aglio, che sottrarrebbero l’arsenico ai tessuti ed al sangue. Si suggerisce anche che le persone esposte al rischio di ingoiare arsenico in eccesso dovrebbero mangiare, a scopo preventivo, da uno a tre spicchi d’aglio al giorno. Sì, lo so, adesso in molti storceranno il naso dal disgusto. Ed allora, per i deboli di stomaco, potrei suggerire un liquore d’aglio, ma non garantisco i risultati. In ogni caso, dopo il liquore, un bel caffé bollente è vivamente consigliato.

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