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Di Gülhane Park ho scritto ne ‘L’amaro delle noci‘. Gülhane Park è ad Istanbul, nei pressi del Topkapi, dove sono stato diversi anni dopo averne letto nel romanzo di Eric Ambler. Per me rimane un posto incantato, oltre che per il suo fascino intrinseco, per il senso di nostalgia che Nazim Hikmet riesce a trasmettere con la sua poesia. Ve ne propongo la mia traduzione dalla versione inglese.

The walnut tree
(1 July 1957, Balçik. Translated by Richard McKane)
My head is a foaming cloud, inside and outside I’m the sea.
I am a walnut tree in
Gülhane Park in Istanbul,
an old walnut tree with knots and scars.
You don’t know this and the police don’t either.
I’m a walnut tree in
Gülhane Park.
My leaves sparkle like fish in water.
My leaves flutter like silk handkerchiefs,
break one off, my darling, and wipe your tears.
My leaves are my hands, I have a hundred thousand hands.
Istanbul I touch you with a hundred thousand hands.
My leaves are my eyes, and I am shocked at what I see.
I look at you, Istanbul, with a hundred thousand eyes.
And my leaves beat, beat with a hundred thousand hearts.
I am a walnut tree in
Gülhane Park.
You don’t know this and the police don’t either.

L’albero delle noci
Il mio capo è una nuvola di schiuma, dentro e fuori sono il mare.
Sono un albero di noci a Gülhane Park ad Istanbul,
Un vecchio albero i suoi nodi le sue ferite.
Ma tu questo non lo sai e nemmeno la polizia lo sa.
Sono un albero di noci a Gülhane Park.
Le mie foglie guizzano come pesci nell’acqua.
Le mie foglie svolazzano come seta di fazzoletti,
prendine una, amor mio, asciuga le tue lacrime.
Le mie foglie sono le mie mani, ho centomila mani.
Istanbul, ti accarezzo con centomila mani.
Le mie foglie sono i miei occhi, e ciò che vedo mi scuote.
Ti guardo, Istanbul, con centomila occhi.
E le mie foglie battono, battono con centomila cuori.
Sono un albero di noci a Gülhane Park.
Ma tu questo non lo sai, e nemmeno la polizia lo sa.