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Sì, me lo dicesti, due volte ci siamo conosciuti,
prima che in questa Gordio d’enigmi sospesi irrisoluti
restasse una voce senza essenza oltre la chiave,
con le sue nenie odori piume appese ad una trave
collane anelli e ogni sorta d’umana presunzione.Quasi fatta mercato delle pulci la tua speme
pure rimane un inventario di v(u)oti incerti estremi:
pozioni numeri memorie croci corone bugiardini
e reliquie d’acque sante in una folla di santini.
Resta pure la traccia, sepolta, dispersa nelle carte,
che conobbi il futuro e non seppi in altro trasmutarlo:
perché la seconda fu la tua ultima stagione,
l’ultima volta che ci siamo conosciuti.