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Quale sollievo vendimi, signore, un linimento
al suo dolore, un’alchimia che levi la mia pena.
Ma già ripenso la follia di sciogliere in unguento
le catastrofi dei tragitti spaziotemporali.
Se poi volessi cercare dove sta, la pensierosa,
da questa parte o quella, del mare o della festa,Agerola 2007è certa conoscenza che non resta per quello che non è
sistema di riferimento, il trucco che disunisce l’essere
in quattro reperti quattro di modernariato.
Quale sollievo ti svelerò, signore, la sola certezza
che dà pace: per quello che non è, l’essere stato.