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Oggi ritorno sul tema della camorra a Castellammare di Stabia. Pur vivendo altrove, mi ci reco spesso tuttora, perché è la città in cui sono nato, e la mia attuale residenza non è molto distante da essa. Il mio precedente post del 25 marzo di quest’anno si concludeva stigmatizzando le parole del sindaco, il quale, dopo l’omicidio di un consigliere comunale del Partito Democratico, aveva affermato in un’intervista, con le lacrime agli occhi, che Castellammare aveva fatto un cammino straordinario per riprendersi, pur dovendo sempre confrontarsi con le attività della camorra.

Castellammare di Stabia

Personalmente, ho imparato da piccolo che non ci vuole molto per accorgersi della presenza della camorra. Te ne avvedi nella vita di tutti i giorni, quando un ‘parcheggiatore’ ti si avvicina per chiederti la ‘mancia’ ai margini di un parcheggio comunale, in pieno centro, od in prossimità delle aree a libero parcheggio, alle opposte periferie del porto commerciale e del porto turistico. Te ne avvedi quando ti chiedi come mai la strada lungo il marciapiede dell’acqua della Madonna sia occupata da sedie vigilate dagli immancabili ‘parcheggiatori’, allorché i chioschi che lo costellano, un tempo abusivi, effettuano la loro apertura stagionale. Te ne rendi conto quando, al limitare di un parcheggio comunale, presso una statua della Madonna, posta ‘stranamente’, eppure lecitamente, lì, a ridosso del passaggio delle auto, si addensano piante, sedie, e talora panchine, invadendo la strada. Lo sai, e sei stato educato a tollerare, che la base della piramide camorristica è in genere occupata dalla bassa manovalanza dedita alle ‘piccole’ illegalità.

Non vedrai mai un vigile in quei luoghi, mai le forze dell’ordine, se non in coincidenza delle grandi occasioni o di qualche ‘accidentale’ omicidio, quando, come per magia, si intensificano i controlli. Anzi, spesso vi scorgerai gli ausiliari del traffico intrattenersi amabilmente in chiacchiere con i ‘parcheggiatori’. E allora, quando leggi che uno dei killer del consigliere comunale era iscritto al Partito Democratico, lo stesso partito che sostiene il sindaco, tiri le somme e capisci cosa volesse forse dire quest’ultimo nella sua disperata intervista. E ti chiedi anche perché mai qualcuno vada predicando che è dalle tue piccole trasgressioni alla legge che comincia l’illegalità.