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Qui si fa aspra la costa di gariga.
Poi s’indovina il limitar del bosco
come la sete s’allenta alla selciaia.
La voluta d’un fumo già m’acceca
allor che muore il palpito dell’erta;
e a ben pensarci, quello che manca
a questa china di requie inesaudita
petaliè la tua essenza di petali inviolati
sopra alla sfera tremula del mare,
luna versata in piano, orizzontale,
lo sciabordìo di spume, in fondo.
E tu, vapore che si leva a primavera,
sei come cenere al margine del passo,
ove s’affonda l’orma del mio gelo.