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Sicché capita che arrivi con l’auto nel bel mezzo del mercato, non per colpa tua, ma a causa della segnaletica insufficiente o sbagliata, e qualcuno tra la gente ti rinfacci d’essere in piena zona a traffico limitato; capita che due individui, senza casco, a cavalcioni d’una moto di grossa cilindrata, ti tampinino prima e ti tamponino poi, levando provocatoriamente irriferibili epiteti all’indirizzo dei tuoi cari, perché la loro fretta di superarti è frenata dalla strada stretta, e la folla si accalca disordinatamente attorno alla tua auto, occupando tutto lo spazio teoricamente disponibile; capita che tu finga di non avvedertene, e di non udire, e prosegua diritto come una rompighiaccio, disperatamente sperando che la calca s’apra come il mar Rosso a Mosè. Capita. E poi, come d’incanto, davvero capita che il mare si ammassi ai lati della viuzza, ma non per gentilezza, e tu intuisca che qualcuno dalla moto ha mandato un segnale, che ti lascino strada, perché la tua involontaria lentezza dà ingombro alla sua fretta. Capita anche che i media strombazzino di bande sgominate, qui e altrove, e tu non te ne interessi, e finga di non sapere, come se la cosa non ti riguardasse, perché capita che poi al mercato ci ritorni, tu, e le sue regole non sono affatto cambiate.