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‘Domani è un giorno speciale’, dice Pino Daniele in una sua canzone, ma non so se abbia voluto riferirsi a ‘domani’. Ad ogni modo, per me non lo è mai stato. Rifuggo dall’esteriorizzare i miei sentimenti in coincidenza con le ‘feste comandate’. Sicché, non aspettatevi cuoricini a San Valentino o rose per la festa della mamma o mimose ‘domani’. E allora? Allora c’è che oggi sono stato sul luogo di quest’incidente, per via della curiosità che mi prende quando accade qualcosa in un posto che conosco. In alto, dove si scorgono i nastri di recinzione,

pozzano

il ponte di Pozzano

si è affacciato sul vuoto, rimanendovi in bilico, l’autobus di studenti francesi. E’ una delle arcate del ponte di Pozzano. Ed è lì sotto che di sera, verso la fine degli anni sessanta, riceveva ancora la sua clientela ‘Freccia Azzurra’, una battona di cui mi raccontarono i miei compagni. Ma il soprannome non aveva niente a che vedere con la velocità delle sue prestazioni. O forse, chi lo sa, c’era un doppio senso. In origine, a detta di uno che aveva dovuto frequentarla, le venne dal talco Felce Azzurra Paglieri, col quale si incipriava. Poi, qualche anno dopo, andai a casa sua, ma non fu per ‘andare a puttane’, un genere che non ho mai praticato. Le portammo la spesa di Natale, ché la sua bellezza era ormai sfiorita, ed era costretta ad arrangiarsi con estimatori di bocca buona. Mi è sempre piaciuto pensare che in gioventù potesse essere stata una di quelle che De André ha voluto raccontare in Via del Campo. E’ per questa ragione che per ‘domani’, contravvenendo alla mia regola, voglio dedicare un pensiero speciale a tutte le ‘Frecce Azzurre’ del mondo, a tutte quelle costrette a stare sulla strada a guadagnarsi la vita, in questo mondo di ronde, di untori e di grida manzoniane.

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