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No, Pirandello non c’entra niente. L’idea di oggi nasce da una notizia che mi arriva dal blog di squiliber: la corruzione costa 60 miliardi di euro l’anno (116000 miliardi di lire). Ed è così che, incuriosito, comincio a cercare ‘corruzione 60 miliardi’. Tra le altre cose, Google mi restituisce questo blog, dove trovo questo link, dove trovo la mappa della corruzione, misurata con un indice che va da 0 (massima corruzione) a 10 (massima onestà). Per il 2008, su 180 nazioni, partendo dalla nazione più onesta, che risulta essere la Danimarca, con 9.3 punti, l’Italia si colloca al cinquantacinquesimo posto, con 4.8 punti, e la Somalia all’ultimo, con 1.0 punti. Mediocre, ma forse meglio delle attese (non c’è limite al peggio). Forse dà un po’ da pensare il fatto che la Somalia sia stata colonia italiana. Poi annoto che l’utile netto di Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita messe insieme è di 70 miliardi di euro. E, in sequenza, mi coglie la tentazione di mettere alla prova una mia vecchia idea, cioé che le manovre finanziarie dei nostri governi rappresentino, a occhio e croce, il 10% del sommerso annuo da corruzione. Il conto è presto fatto: il 10% di 60 miliardi è esattamente 6 miliardi. Ora, numeri alla mano, posso verificare quanto la mia stima si avvicini al giusto. Leggo dal Prospetto di copertura della Legge finanziaria 2009, che si può trovare a questo indirizzo (fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri): gli oneri da coprire per il 2009 sono pari a circa 6.2 miliardi di euro (circa 12000 miliardi di lire). Uhm, ci sono andato proprio vicino. Segno che ho stimato bene l’ingordigia dei politici. Ma ora, se la confrontiamo con i costi della corruzione, non vi pare che una manovra finanziaria di questa portata sia ridicola ed inutile? Come dire, la giara è bucata in dieci punti, e noi mettiamo un tappo al buco che è sul fondo. Ma l’olio continuerà a colare dagli altri nove. Ditemi che ho solo sbagliato i conti.