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Ora che sono tornato
da una tonda marina,
dove non giace
sotto l'ombra delle trame estive
corpo di donna esile e chiaro
come quello della tua donna lontana
(fu questa la ragione
del tuo voler restare?),
io credevo di non trovarti,
perché del tuo progetto,
di partire,
dopo il lungo soggiorno,
mi era parso di sentirti sicuro.
Giunta è l'ora, mi avvedo,
di avvertirti
che non v'è di questa vita
un'altra pari
che principi a mezza strada;
v'è solo, adesso,
un inizio a metà storia.
Poi lasci che indietro
corra la memoria
nel tuo album di foto.
In fondo, vedi,
è proprio a questo intento
che ti ho trovato preso.
Sappilo, adesso:
il tuo viaggio fu esausto
prima che il tempo cadesse di partire;
e per sempre lontane
(ahi, quale triste presagio
per te lesto a capire)
sono le membra esili e chiare
che ti affanni ad inseguire.
Sappilo, adesso:
non v'è diversa meta,
di quel viaggio,
che la tua scrivania,
pronta la penna
e fogli da riempire.