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E ora che mesta s'inclina
la nostra scampagnata
all'ora del tramonto
e già d'acqua s'inonda l'aria
e d'infantili ardori
il colore dei rovi
se quest'oggi c'è parso
nonostante le premesse
d'avere malgrado tutto
poco o niente parlato
era perché tonfava nella petraia
carsico l'avventurarsi dell'acque
e accesi umori roridi ceppi
vociavano nei nostri orecchi
e avevamo fiocchi di neve
sulla nostra strada
lucifere faville
di calcare negli occhi
esangui ai nostri fiati
di tentennanti acredini
di nebbia di fumo.
E l'assenzio
l'assenzio ci ubriacava
a nostra insaputa.