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Ora, leggendo questo componimento del novembre 1983, mi pare… Non so, Giorgio Caproni non è più vivo, eppure ha detto qualcosa che sento profondamente mio, e non capisco cosa… Per favore, dedicate un po’ del vostro tempo a questa lettura, e spiegatemi perché avverto una sì profonda inquietudine…

Guardateli bene in faccia.
Guardateli.
           Alla televisione,
magari, in luogo
di guardar la partita.
Son loro, i "governanti".
Le nostre "guide".
                  I "tutori"
- eletti - della nostra vita.
Guardateli.
           Ripugnanti.
Sordidi fautori
dell'"ordine", il limo
del loro animo tinge
di pus la sicumera
dei lineamenti.
               Sono
(ben messi!) i nostri
illibati Ministri.
Sono i Senatori.
                I sinistri
- i provvidi! - Sindacalisti.
"Lottano" per il bene
del Paese.
          Contro i Terroristi
e la Mafia.
           Loro,
che dentro son più tristi
dei più tristi eversori.
Arrampichini.
             Arrivisti.
In nome del Popolo (Avanti!
Sempre Avanti!), in perfetta
Unità arraffano
capitali - si fabbricano
ville.
      Investono
all'estero, mentre "auspicano"
(Dio, quanto "auspicano")
pace e giustizia.
                 Loro,
i veri seviziatori
della Giustizia in nome
(sempre, sempre in nome!)
del Dollaro e dell'Oro.
Guardateli, i grandi attori:
i guitti.
         Degni
- tutti - dei loro elettori.
Proteggono i Valori
(in Borsa!) e le Istituzioni...
Ma cosa si nasconde
dietro le invereconde
Maschere?
         Il Male
che dicono di combattere?...
Toglieteceli davanti.
Per sempre.
           Tutti quanti.