wordpress visitors

Chiudetelo pure dietro i cancelli
l’arazzo azzurro lambito dal vento
di lunghi anni ubriachi di glorie,
un guazzabuglio di spersi tasselli,
di vecchie leggende, lasse memorie,

or che una nebbia spalma i suoi fiocchi,
ché andremo ad amarlo d’estate in Cilento,
cercando storie per nuovi racconti,
lo guarderemo dall’alto dei monti,
ché tanto il mare l’abbiamo negli occhi.


wordpress visitors

Memoria sulla strada ancora c’era,
serbata in una bolla temporale,
lasciata quasi a far da monumento
al tempo d’una scorsa primavera,
un segno vecchio, inciso nel cemento,
nel solito ritorno della sera.

A tener vivo ancora lo sgomento
una ferita c’era sulle angosce
– un petroglifo, un graffio occasionale,
immortale per chi lo riconosce –
un’acqua sacra senza acquasantiera,
ch’ora a nessuno importa che cos’era.


wordpress visitors

Come dirti, lo scorrere degli anni,
passato – se ci penso – non indarno,
trascorse nel sognarti nei tuoi giorni,
di marmo, tu, sulle scogliere elleniche,
marina superficie del mio sguardo.

E adesso che diafana t’incarno
di spuma vaporosa nei contorni,
a nude poppe, ad orgogliose natiche
pur mi ridesto in giovanili panni,
rinasco ad esse un amoroso cardo.


wordpress visitors

Se la ragione chiedono che t’ami,
devo gli anni rincorrere all’indietro,
far combaciare i lembi dei rottami,
slabbrati lungo l’arco della vita,
condensa devo tergere dal vetro,
che agli occhi appanna le rughe dell’età.

Se la ragione chiedono che t’ami,
che sappiano la pura verità,
amo l’indaco scrutare oltre i rami,
ricomporne l’antica azzurrità,
l’intraprendenza ritrovare ardita,
che scopre la tua nuda intimità.


wordpress visitors

Del sole eternamente i rari raggi
si spingono nell’ombra di neviere,
e del segreto rompono le tenebre,
sprazzi di luce spandono tra i faggi.
Ad ora tarda, dopo mezzogiorno,
s’odono passi l’ocra scandagliare
lungo l’erta, verso le sue vertebre

– solitari, in cerca di paesaggi,
attratti da un magnetico ritorno –
ma non s’apre la vista sopra il mare.
Com’anime sperdute passeggere,
di nebbia e rocce quindi stanno ostaggi,
pensosi di future primavere.


wordpress visitors

In ogni ignoto anfratto che trovammo
sapemmo di volerci avventurare,
oltre il mai stanco tessere dei ragni
tra gli albatri di sangue e di calcare,
indagando la vita nei rigagni,

dove a segrete piogge ci bagnammo,
le piste ritagliate tra i castagni,
dov’ora la memoria ci scompare.
Or qui ritorna nuovo il nostro andare,
e a quest’attesa aurora m’accompagni.


wordpress visitors

In una cala stavo ad aspettare
che dal tuo sogno ti destasse il mare,
mentr’eri nel mio sogno addormentata
(come in viaggio t’abbandonavi spesso).

E quando infine sveglia t’ho trovata,
a ritornare al viaggio già m’appresto,
a ciò che con il sogno non ha nesso,
e a un sogno mai sognato mi ridesto.


wordpress visitors

Qui, d’acque perdute amanti, del sole
viviamo quel che resta, arrese schegge
di calura. Il vento è un fluttuar di foglie,
un indugiar di trepide parole

– l’estate al suo frusciare più non regge.
A un rosso d’ocra volge il tornasole,
e un amoroso autunno già ci accoglie,
mentre speriamo gonfi le sue piogge.


wordpress visitors

Qui perso senza perdermi davvero
arrischio solitaria l’avventura,
perché sta lì la traccia del sentiero,
la strada la ritrovo in un momento,
ove la terra il mare la cattura.

Ma pure qui mi prende lo sgomento,
perché senza rimedio perso sono,
senza le stelle, senza orientamento,
se del tuo corpo tento la misura,
se cerco al suo sapore l’abbandono.


wordpress visitors

Sai che la sera adesso solo scendo
per curarmi dal male che non sai,
una pena da aggiungere ai malanni,
perché non riconosco questo mondo,
di cui scandimmo i giorni con i baci,
senza inizio, senza fine, senza noi,

che non credemmo forse fino in fondo
al mare d’un’estate scarmigliata,
la più calda degli ultimi dieci anni.
Così divago scorrendo la giornata,
tra le gioie che adesso tu mi taci,
e in quali luoghi nemmeno più lo sai.