Il tema della Sanità mi appassiona, come si può ben capire da alcune cose che ho già scritto. Per una ripassata, vi invito a leggere L’(in)Sanità pubblica e Un po’ di conti (o della BSR). Oggi metto altra carne [per (s)fortuna, non manca mai] a cuocere, come si dice dalle mie parti, prendendo spunto da questa notizia fresca fresca, che riguarda le commissioni mediche di verifica (CMV). Non entro nel merito specifico della vicenda, ma mi interessa fare un po’ di conti sui costi collegati con queste CMV, pregandovi di correggere i miei errori. Le CMV sono organismi deputati ad esprimere un parere vincolante in merito ad ogni richiesta, da parte del cittadino, di concessione di benefici, economici e non, che le norme di legge riconoscono a chi si trovi in particolari condizioni di salute fisica e mentale: invalidità civile, handicap, inabilità al lavoro, e cose simili, per intenderci. Se un cittadino, suo malgrado, dovesse aver diritto ad accedere a più benefici a causa della medesima patologia, come di regola accade, sappia che dovrà affrontare un pari numero (ma anche di più, vedremo perché) di CMV. Infatti, a dispetto della tanto spesso invocata semplificazione, la concessione di ogni singolo beneficio è oggetto di norme contemplate da una legge specifica, la quale a sua volta invoca il parere di una specifica CMV. Pertanto, considerando che ogni CMV è composta di un certo numero di membri (cinque, ma potrei sbagliarmi per difetto), pagati con un gettone di presenza o meccanismi simili, e che per esprimere un parere definitivo può anche accadere che una stessa CMV richieda più verifiche nel tempo, il conto è presto fatto. Il costo per la collettività, infatti, si ottiene moltiplicando il numero dei cittadini che facciano richiesta di usufruire dei benefici previsti dalla legge per il numero di leggi diverse che richiedono il parere di una CMV per il numero di componenti della CMV per il costo di una singola presenza di un componente di una CMV per il numero di volte che una CMV dovesse reputare necessario riunirsi per esprimere un parere definitivo su un caso specifico. Non è un gioco di parole, è semplice aritmetica. Se poi volessimo retoricamente abbandonarci alla dietrologia, diremmo che quest’aritmetica è finalizzata ad elargire congrui guadagni alla fitta sequela di componenti delle CMV, i quali, in maniera maliziosa, lo confesso, riterrei in genere di gradimento, manco a dirlo, del politico di turno. Accade anche che una certa persona, più fortunata, faccia parte di CMV diverse. E chi controlla!?! In altra occasione, ho chiamato questo andazzo il sistema Mastella. Con la compiacenza non disinteressata dei politici, con meccanismi messi accuratamente a punto da loro, la Sanità italiana è il rivolo, il torrente, il fiume, chiamatelo come più vi aggrada, pur fornito di debita copertura legale, lungo il quale scompare una cospicua fetta del denaro pubblico. Va da sé che non ho mai sentito alcuno addentrarsi in simili ragionamenti, anche solo per analizzare la faccenda. Se a questo poi aggiungiamo le truffe, il quadro è completo, vi pare? Ah beh sì beh, avrebbe chiosato Jannacci…
24 Settembre 2008
Mali a chi ci ‘ncappa (o delle CMV)
Posted by raffrag under thoughts | Tag: Commissione medica di verifica, Sanità |[5] Comments
27 Settembre 2008 at 10:35 pm
CMV mi ricorda tanto l’altro temuto acronimo, CVM… comunque non c’è da preoccuparsi in quanto presto verrà attuata la sana privatizzazione di ospedali ecc ecc. un must che ritorna in auge e il Presidente del Consiglio così di fatto, taglierà gli sprechi di cui tutti si lamentano. tagliamo tagliamo!! Come sai risulta molto più semplice agire in questo modo anzichè compiere delle indagini, approfondire, arginare le perdite infinite dove appalti si perdono e mala gestio conduce fondi in altre tasche… come sai il chiaro intento di far andare male la gestione pubblica della sanità è di aumentare il business delle cliniche (e qui hai fatto bene a nominare Mastella…)
Il fatto è che quando c’è un disservizio o cose come quelle da te segnalate, dovremmo prenderci la briga di farci difendere dalle associazioni di consumatori e sporgere denuncia. Mi pare al momento l’unica risorsa, l’unica associazione che riesce a produrre qualche risultato concreto sulle segnalazioni dei singoli cittadini.
a conclusione ti avviso di aver integrato ciò che ho scritto a te sul libro di Petrella in un evento che mi è capitato l’altro giorno…
e quindi ti invito se non hai niente da fare, a leggermi nel post OGNI CITTA’ E’ PERFETTA, sul solito http://www.myspace.com/francescacenerelli
un abbraccio per le tue acute osservazioni
28 Settembre 2008 at 9:22 am
Cara Francesca, avevo già letto ed ho riletto. Più volte, come è mio costume. Per apprezzare che adoperi la mia stessa tecnica: prendere spunto da un commento per farne un post. Petrella: il primo giorno sono rimasto allo stadio, poi sono saltato al Parco Virgiliano, al cast, ai crediti, al menù principale. Ora sono in pausa di riflessione. Strana maniera di leggere, mi dirai. Però mi pare che sia stato scritto per essere il copione d’un film più che un vero e proprio romanzo. E poi, ho come la sensazione di un linguaggio e di una desolazione che non si possono descrivere se non li si è vissuti in prima persona.
29 Settembre 2008 at 9:28 pm
raff, ma non credi che i tempi siano maturi,,,, sì voglio dire, per fare qualcosa, per cambiare veramente questa situazione… che razza di casino sta succedendo in Italia… io non ci capisco più nulla. stento a credere che la gente non si accorga dei cambiamenti. della corruzione. delle leggi che difendono i veri criminali… dimmelo tu.
francesca cenerelli
30 Settembre 2008 at 12:56 am
se vieni alla mostra del Correggio ti offro un piatto di tortellini…
30 Settembre 2008 at 4:56 pm
[...] 30, 2008 a 2:59 pm (thoughts) Tags: che fare? Iersera Francesca mi chiede Che fare? Questa domanda, che per fortuna anche altri (cito a caso) si pongono, mi arrovella da quasi [...]