A Napoli, il miracolo del sangue di San Gennaro avviene non solo ad intervalli regolari in corso d’anno, ma anche in altre circostanze particolarmente rilevanti. E chi potrebbe negare che ciò che è accaduto in questi giorni, la scomparsa della monnezza a Napoli, sia effettivamente rilevante? Beh, se il miracolo non avviene di nuovo in questa occasione, senza rispettare la scadenza naturale, comincerò a pensare che hanno ragione gli autori dell’articolo che riporto nel seguito. Esso è una libera, ma fedele traduzione di una lettera pubblicata su una rivista scientifica (Nature, vol. 353, 10 oct 1991) ad opera di Luigi Garlaschelli, Franco Ramaccini e Sergio Della Sala. Così potrete leggere una traduzione dell’originale, piuttosto che attingere ai giornali. I quali, di questi tempi, non godono di buona fama.
UNA MISCELA TISSOTROPICA CHE SOMIGLIA AL SANGUE DI SAN GENNARO.
Tra le reliquie religiose di epoca medievale che sono tutt’oggi venerate dalla Chiesa Cattolica Romana ci sono i resti di origine ematica dei primi santi. Alcuni di questi coaguli, in occasioni definite, passano allo stato liquido quando i recipienti che li contengono vengono maneggiati da personalità ecclesiastiche. Ad esempio, a Napoli, nell’ampolla che lo contiene, il sangue di San Gennaro passa allo stato liquido ogni cinque mesi fin dal 1389. Al miracolo assistono di persona migliaia di cittadini e attraverso i media milioni di spettatori. Il fenomeno sembra reale, è ben documentato ed è tuttora inspiegabile. In questa lettera esso viene interpretato ricorrendo al concetto di tissotropia (o tixotropia, NdR). Con il termine ‘tissotropia’ viene individuata la proprietà che le dispersioni di liquidi in solidi (gel) hanno di passare allo stato liquido, per agitazione o vibrazione, e di solidificare di nuovo quando sono lasciate a riposo. Lo scuotimento od anche piccole perturbazioni di origine meccanica rendono una miscela tissotropica più fluida, fino al punto di farne mutare lo stato da solido a liquido. Nel corso del rituale religioso che culmina con lo ‘scioglimento’ del sangue coagulato, l’atto attraverso il quale si controlla se la ‘liquefazione’ c’è stata consiste in ripetute inversioni del contenitore dalle pareti di vetro in cui è deposta la reliquia: è qui che interviene una sollecitazione meccanica determinante. Pertanto, il successo del rituale non presuppone alcuna mistificazione consapevole. Ad onor del vero, ‘liquefazioni’ accidentali sono state osservate diverse volte nei secoli, in occasione di interventi per riparare il supporto che regge l’ampolla sigillata. A sostegno della nostra ipotesi, abbiamo più volte riprodotto la ‘liquefazione’ di campioni somiglianti a coaguli di sangue, ottenuti tuttavia mescolando secondo precisi criteri composti disponibili anche nel quattordicesimo secolo (cloruro di ferro(III), presente sul Vesuvio sotto forma di molisite; carbonato di calcio, costituente fondamentale del marmo e del guscio d’uovo; cloruro di sodio, più noto come sale da cucina; acqua). Il gel ottenuto poté essere facilmente ‘liquefatto’ per delicato scuotimento e i cicli di liquefazione e solidificazione furono altamente ripetibili. L’esatta natura chimica della reliquia di Napoli può essere determinata solo aprendo l’ampolla, ma la Chiesa si oppone ad un’analisi approfondita. Il fatto che noi abbiamo saputo replicare il fenomeno sembra rendere inutile tale sacrificio.
Conclusione: San Gennà, tu vide a cchiste, ‘mbrogliene pure a Gesù Criste.
25 Luglio 2008 at 11:29 pm
ehm… io lavoro su sostanze tixotropiche…e ho piu’ volte “riprodotto” in laboratorio il miracolo del sangue di san gennaro…
Tuttavia ognuno e’ libero di credere nella fede e nei miracoli… Non ci vedo nulla di male
26 Luglio 2008 at 9:26 am
Interessante, finalmente qualcuno che ci lavora non essendo un chimico. Io, invece, ho lavorato direttamente sul sangue, ma miracoli niente… per ora. Comunque, sì, ognuno è libero, ed io invoco appunto interventi soprannaturali… E’ da un po’ che ti seguo. Benvenuta.
29 Gennaio 2009 at 8:35 pm
ciao a tutti, io ho provato a fare il liquido con proprietà tissotropiche con la ricetta indicata da Garlaschelli ma non mi riesce, c’è qualcuno che mi può aiutare? e/o indicare altri procedimenti per fare altre sostanze tissotropiche? grazie
29 Gennaio 2009 at 10:11 pm
Stephane, c’è anche nel testo, ma ti riporto qui il link all’articolo originale, in inglese, completo della procedura da seguire per ripetere l’esperimento di tissotropia. Ho omesso questi dettagli per rendere il post più leggibile. RaffRag
30 Gennaio 2009 at 10:55 pm
si si l’ho fatto varie volte ma non mi funziona non capisco perchè? ho eseguito tutto alla perfezione (sono un farmacologo pertanto so come fare per esguire una procedura corretta) ma non funziona, altre formule ne hai? grazie
31 Gennaio 2009 at 6:20 am
Uhm, ad occhio e croce, i punti critici potrebbero essere la dialisi e l’aggiunta di sale alla fine. Per dirti di più, dovrei sapere punto per punto cosa fai. Non ho altro da proporti, ma non ho ragione di dubitare della ricetta di Garlaschelli. Nel suo commento Laura dice che funziona. Forse qui potrai trovare suggerimenti utili.
6 Febbraio 2009 at 5:49 pm
credo tu abbia ragione la dialisi la faccio con un filtro da dialisi ma ho provato anche col cellophane e col budello ed il risultato è piu o meno lo stesso, poi aggiungendo il sale appare un precipitato che conferisce alla miscela l’aspetto di nutella e che una volta agitato e portato allo stato liquido non solidifica piu forse sbaglio col sale
6 Febbraio 2009 at 7:23 pm
Beh, al link che ti ho dato si legge che la dialisi va fatta con diversi cambi d’acqua e non in un unico step. Inoltre, dopo aver controllato la quantità ‘giusta’ di sale, tieni presente che la ‘risolidificazione’ ha una sua cinetica, e potrebbe non essere rapida.
8 Febbraio 2009 at 7:59 pm
si ho gia tutto pronto per ripetere l’esperimento e stavolta voglio proprio seguire passo passo la ricetta di Garlaschelli poi ti so dire come va grazie comunque e se senti di altre miscele tissotropiche ti sarei grato se mi indicassi le procedure per prepararle
23 Maggio 2009 at 6:54 pm
Per Laura
“ehm… io lavoro su sostanze tixotropiche…e ho piu’ volte “riprodotto” in laboratorio il miracolo del sangue di san gennaro…”
Ciao , sono il Garlaschelli di cui si parla qua.
Che miscele tissotropiche hai sperimentato?
Mi dai qualche ricetta nuova?
Sai, mi interessa!
Grazie
Puoi anche scrivermi alla mia email che trovi qua
luigi.garlaschelli.googlepages.com
ciao
Luigi Garlaschelli
24 Maggio 2009 at 12:46 am
Per Luigi Garlaschelli
Ciao, benvenuto. Scusami se m’intrometto, ma mi pare che Laura non passi di qui molto spesso. Se vuoi metterti in contatto con lei, ti conviene forse lasciare un messaggio direttamente sul suo blog, al quale rimanda il link corrispondente al suo nome [http://xyzeta.splinder.com]. Naturalmente, non mi dispiace se di quando in quando ti soffermerai anche sulle mie pagine. A bien tot. RaffRag