Beh, siamo stati anche a Sulmona, patria di Ovidio e di carissimi confetti. Abbiamo comprato dei cannellini. A giustificazione del prezzo, una spocchiosa venditrice ha addotto la manifattura artigianale: ve l’immaginate la signora che immerge un numero di volte grande a piacere brandelli di stecche di cannella nel miracoloso sciroppo d’acqua e glucosio? Considerata la fatica che c’è dietro, siamo davvero fortunati se un piatto di pasta fatta a mano ci costa ancora meno di una decina di euro. Va bene, comunque. UNA TANTUM si può fare. In compenso, mi sono concesso una foto. Gli appassionati di fotografia sanno cosa intendo… Mentre scattavo, qualcuno dei presenti si guardava intorno cercando di capire cosa avessi mai puntato. Ecco!

The looking glass
15 Dicembre 2008 at 1:21 pm
[...] il Vecchio, Stabiae, Sulmona, Terme | Sulmona, oltre che per i confetti, di cui ho detto altrove, è famosa per le sue acque, grazie ai versi che Ovidio ha dedicato ad essa nella decima elegia del [...]