In un recente viaggio in visita a Peppe siamo stati in pellegrinaggio alla villa di Orazio. Nei pressi c’è il ninfeo Orsini, che taluni identificano con l’antico fonte di Bandusia cantato dal poeta. La faccenda è contesa, ma lì sono stato tentato di proporre una mia personale lettura.
Quinti Horati Flacci, Carm. III 13
O fonte di Bandusia più diafano del vetro,
degno di vin dolce e di fiori,
domani avrai un piccolo di capra,
cui la fronte gonfia dei primi turgori
preannuncia lotte d’amore;
ma invano: poi che del suo sangue
il nato dalla lascivia del gregge
arrosserà i tuoi rivoli gelidi.
Non ti corrompe la ferocia dell'ora quando
la Canicola esplode, e tu molle frescura
ai tori distrutti dal vomere
rendi e all’errante armento.
Anche tu apparterrai alla nobiltà dei fonti,
poi che volgo il mio canto al leccio
proteso sopra gli anfratti della petraia
donde affiorano le tue linfe loquaci.

Ninfeo Orsini